ArticoliLe nostre materie prime

8 Maggio 2020

Ogni azienda giunge all’eccellenza, tramite un ex cursus di studio e sperimentazione che coinvolge soprattutto le materie prime da impiegare. Nell’industria alimentare la differenza è sensibilmente sostanziale.
Anche noi, nei quattro anni di commercializzazione, (ad esclusione dei precedenti anni di sperimentazione, in cui la ricerca appare quasi scontata,) abbiamo coinvolto più aziende e continuiamo sempre a cercare, per ottenere ogni volta un po’ di più dal nostro prodotto.

MALTI

Oggi, dopo aver sperimentato e prodotto con malti blasonati nel settore, seppur non italiani, ci avvaliamo per la maggior parte di malto pugliese: il malto Pils ed il Pale, (malti base per quasi tutte le nostre birre), donano ottime performances al mosto, grazie alla loro carica zuccherina, derivata a nostro avviso da condizioni climatiche molto più vantaggiose, e confermano per noi la qualità e la potenzialità delle colture che ci circondano.

LUPPOLI

Comprendiamo chi ancora ci chiede come possa esser fatto un luppolo e a cosa serva. Si tratta di una pianta che cresce spontaneamente anche in Italia settentrionale, lungo i corsi d’acqua e ai margini dei boschi, sia in pianura che verso le montagne. è un’infiorescenza femminile di piante rampicanti, appartenenti alle Cannabaceae. Il fiore ha una struttura a grappolo e sembra quasi un gelso, ma non è un frutto. Nell’arte brassicola contribuisce a dare amarezza al mosto e soprattutto a conservarlo nel tempo. i principali modi di utilizzo in cottura dei luppoli sono: il fiore (direttamente così com’è), il plug costituito da fiori pressati, in taluni casi si utilizzano estratti…… noi per il momento adoperiamo il luppolo in pellet, proveniente il più delle volte da coltivazioni del nord Europa, inglesi, americane, in base alle tipologie che ne derivano. La pellettizzazione è la forma più utilizzata, soprattutto per la facile adoperabilità in macchina, e anche grazie alla facilità di stoccaggio e di conservazione.

MIELE

Le prime sperimentazioni della Corvell, (in cui attualmente impieghiamo 5 kg di miele di coriandolo, biologico, ogni 200 litri di mosto), venivano effettuate con mieli normali, qualitativamente medi, e facilmente reperibili sul mercato. Il risultato era assolutamente differente e nettamente inferiore da quella in cui si adoperava un miele di qualità, prodotto con metodi biologici da un’azienda apistica artigianale e con un delicato sapore.

CONSIDERAZIONI FINALI

Riteniamo con orgoglio di adoperare materie prime inquadrate in uno standard elevato, mai tralasciando il contributo che le aziende locali donano in fatto di sinergia e qualità. La nostra vision per il futuro intravede ulteriori passi avanti, in uno studio e ricerca che non si ferma mai.